C’è un momento in cui l’alta cucina smette di essere esercizio tecnico e diventa dialogo. Succederà venerdì 27 marzo 2026 a Burgusio, nel cuore dell’Alta Val Venosta, quando il format internazionale Dinner Incredible approderà all’Hotel Weisses Kreuz, dimora storica trasformata in boutique hotel adults only di rara eleganza.
Il progetto ideato dallo chef Giorgio Diana non è una semplice cena a più mani. È un laboratorio creativo itinerante che rifiuta la replica, si modella sul territorio che lo ospita e costruisce ogni piatto in relazione diretta con produttori, stagioni e identità locali. Dopo tappe tra Taranto, Arabia Saudita, Vietnam e Thailandia, la scelta di Burgusio non è casuale: qui l’alta quota diventa spazio di ascolto.
Dodici chef, dodici visioni, un solo territorio
Per una sera, le cucine del ristorante fine dining Mamesa si trasformeranno in un crocevia internazionale. Dodici grandi chef firmeranno un menu esclusivo di 12 portate, costruito interamente con ingredienti stagionali dell’Alto Adige. Nessun piatto predefinito, nessuna comfort zone: solo confronto, tecnica e sensibilità.
A guidare la brigata sarà il padrone di casa, lo chef Marc Bernhart , affiancato dal pastry chef Kay Baumgardt, autore di una pasticceria contemporanea priva di zucchero bianco, visionaria e identitaria.
Un incontro di linguaggi gastronomici differenti che restituisce il territorio altoatesino attraverso sguardi plurali. È qui che prende forma il manifesto del format: PLAY GLOBAL. EAT LOCAL.
L’esperienza: non solo cena, ma visione
La serata si aprirà con un aperitivo di benvenuto, seguito dal percorso degustazione con abbinamento vini selezionati. Il Dinner Ticket ha un costo di 350 euro a persona .
Per chi desidera vivere l’evento senza fretta, l’hotel propone anche il Gourmet Weekend: soggiorno da giovedì a domenica, partecipazione alla cena e mezza pensione nei giorni restanti, con accesso alla Aura Mea Spa e alla piscina infinity riscaldata tutto l’anno .
Un modello che guarda avanti
Dinner Incredible non punta allo spettacolo fine a sé stesso. Punta alla costruzione di reti, alla contaminazione consapevole, alla valorizzazione concreta delle filiere locali attraverso uno sguardo globale.
In un momento storico in cui l’alta cucina rischia spesso di ripetersi, format come questo tracciano una direzione diversa: meno ego, più territorio; meno firma, più dialogo; meno replica, più irripetibilità.
Tra le montagne dell’Alta Val Venosta, l’alta gastronomia si prepara così a scrivere una nuova pagina. E questa volta, il silenzio delle Alpi sarà parte integrante del racconto.




